Edamame: cosa sono e perché vengono serviti come antipasto

Edamame serviti come antipasto nella cucina giapponese
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Gli edamame sono ormai una presenza familiare nei menu dei ristoranti giapponesi: piccoli baccelli verdi, solitamente serviti caldi o tiepidi, che spesso arrivano al tavolo prima del sushi e delle altre portate.

Ma cosa sono esattamente? Gli edamame sono semi di soia raccolti quando sono ancora giovani e verdi, prima che raggiungano la completa maturazione. In Giappone vengono consumati in diversi modi e sono molto comuni anche negli izakaya, i locali informali giapponesi dove si condividono piccoli piatti accompagnati da birra o sake.

Da Haruka, ai Navigli di Milano, puoi trovarli sia nella versione più semplice sia in una variante dal carattere più deciso.

Cosa sono gli edamame

La parola edamame indica i giovani semi della soia ancora contenuti nel loro baccello verde.

La differenza rispetto ai classici fagioli di soia non riguarda quindi una pianta completamente diversa, ma soprattutto il momento della raccolta: gli edamame vengono raccolti prima della completa maturazione del seme.

La preparazione più conosciuta è anche una delle più semplici: i baccelli vengono bolliti in acqua, spesso salata, e poi serviti interi.

C’è però un dettaglio importante per chi li prova per la prima volta: il baccello non si mangia. Si porta alla bocca e si fanno uscire i semi all’interno, lasciando invece da parte la parte esterna.

Perché gli edamame vengono serviti come antipasto?

Nei ristoranti giapponesi siamo abituati a considerarli un antipasto, ma il concetto è leggermente diverso da quello della cucina italiana.

In Giappone gli edamame sono molto comuni negli izakaya, dove vengono serviti come piccolo piatto da condividere e possono accompagnare bevande come birra e sake.

La loro semplicità li rende adatti all’inizio del pasto: sono facili da condividere, hanno un gusto delicato e permettono di iniziare a mangiare senza anticipare troppo i sapori delle portate successive.

Più che considerarli semplicemente “l’antipasto prima del sushi”, quindi, possiamo pensarli come uno dei piccoli piatti della convivialità giapponese.

Come vengono preparati gli edamame

La preparazione tradizionale è essenziale.

I baccelli vengono lavati, possono essere strofinati con il sale e vengono poi bolliti per pochi minuti, mantenendo una consistenza piacevole e il caratteristico colore verde.

È proprio questa semplicità a rendere gli edamame facilmente riconoscibili: non hanno bisogno di salse particolarmente elaborate per essere gustati.

Da questa base possono però nascere molte interpretazioni. Possono essere conditi con sale, spezie, peperoncino o utilizzati come ingrediente all’interno di preparazioni più articolate.

Gli edamame nel menu di Haruka

Nel menu di Haruka troviamo innanzitutto gli Edamame classici, descritti come baccelli di soia verdi bolliti.

Per chi preferisce sapori più intensi ci sono invece gli Edamame Spicy, saltati con peperoncino: una variante che mantiene l’ingrediente protagonista ma gli aggiunge una componente piccante.

Gli edamame compaiono anche in altre preparazioni del menu. Sono presenti, ad esempio, nel Sun Hot, un involtino con gamberi ed edamame, e vengono utilizzati anche nell’Insalata Quattro Felicità, insieme ad altri ingredienti vegetali e tofu.

Questo fa capire come l’edamame non debba essere considerato esclusivamente qualcosa da mettere in una ciotola prima del sushi: può diventare un vero ingrediente della cucina, utilizzato in preparazioni differenti.

Edamame e soia: la stessa origine, utilizzi diversi

Tofu, miso, salsa di soia ed edamame sembrano prodotti completamente differenti, ma hanno qualcosa di importante in comune: derivano tutti dalla soia.

Ciò che cambia è il modo in cui la materia prima viene raccolta, lavorata e trasformata.

Nel caso degli edamame, la soia viene consumata quando è ancora giovane. Per altri prodotti, invece, il seme maturo viene sottoposto a lavorazioni completamente diverse, che possono comprendere fermentazione, macinazione o coagulazione.

È uno dei motivi per cui la soia occupa un ruolo così interessante nella cucina giapponese: da una stessa materia prima possono nascere ingredienti con sapori, consistenze e utilizzi molto lontani tra loro.

Un piccolo piatto che racconta una parte della cucina giapponese

Gli edamame possono sembrare una delle preparazioni più semplici presenti in un menu giapponese. Ed è proprio così.

Ma semplice non significa poco interessante.

Sono giovani semi di soia, vengono tradizionalmente consumati anche come piccolo piatto da condividere e rappresentano uno di quegli alimenti che mostrano come la cucina giapponese non sia composta soltanto da sushi e sashimi.

Da Haruka puoi provarli nella versione classica oppure Spicy, scegliendoli come apertura del pasto o insieme alle altre preparazioni della cucina giapponese e asiatica presenti nel menu.

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